ARIA DI NATALE “…a porte chiuse”

Se Maria e Giuseppe avessero deciso di far nascere Gesù a Marigliano, avrebbero dovuto trovare una grotta con le finestre e chiuderle bene dalle quattro del pomeriggio in poi.

Quest’anno, forse più degli altri anni, abbiamo trascorso le festività natalizie in una bolla di smog. Molto probabilmente, le varie cene organizzate a casa coi parenti hanno tenuto il nostro naso all’interno delle abitazioni, evitando così il disgustoso incontro con quest’aria soffocante. Ma chi è stato in strada avrà sicuramente notato che, fin dal primo pomeriggio, l’aria inizia a diventare pesante, puzzolente, più simile a quella che si respira nel garage di un auto malandata che a quella di una città.

Alcuni ancora insistono nel ritenere che la responsabilità sia attribuibile ai camini. È vero che molti pensano di avere l’inceneritore in casa, gettando nelle fiamme ogni tipo di rifiuto, dimenticando che nel camino va solo ciò che serve alla combustione necessaria per avviare il fuoco, non altro come tovaglioli, fazzoletti, scatole e bicchieri di plastica, ma l’allarmante quantità di polveri sottili registrata dalle centraline Arpac dipende anche da altro: caldaie vecchie mai controllate e auto euro zero contribuiscono in maniera preponderante all’avvelenamento della nostra aria e della nostra salute.

Oltre ad un severo controllo da parte delle autorità preposte, quello che ci manca è la coscienza ambientale, e in una festa ormai divenuta consumistica come il Natale, dove lo spreco è il primo festeggiato, questa assenza si sente ancora più forte.

Cosa intende fare la politica per risolvere questa terribile situazione? Non è dato sapere.

Ciò che sappiamo è che i sindaci dell’area hanno stretto un patto per affrontare la questione ambientale. Per il resto, tutto tace.

Riuscirà stavolta la montagna a partorire il topolino, o non dobbiamo aspettarci più nemmeno quello?

 

By | 2018-01-22T12:34:31+00:00 gennaio 22nd, 2018|Accade in città|0 Comments

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