CI VORRÀ PARECCHIO TEMPO PRIMA CHE QUESTA CAMPAGNA ELETTROALE VENGA ASSORBITA

Ogni campagna elettorale porta con sé innumerevoli contrapposizioni, da quelle basate sulla singola proposta di un partito, allo scontro tra coalizioni.

Mai come questa volta, la campagna si è svolta sui social network, luogo virtuale dove ogni sentimento si enfatizza, troppo spesso in negativo (sì perché anche il video del gatto che ha commosso il web non porta in sé nulla di positivo, se non per le tasche di chi fa click baiting, ma questa è un’altra storia). Di conseguenza, le contrapposizioni sono aumentate, si sono incattivite. Slogan e slide sono state date in pasto ad una platea di utenti non adeguatamente preparata su come affrontare una campagna elettorale nel rispetto dell’avversario o di chi semplicemente non è interessato a nulla di cosa succederà il 4 marzo.

Il vero protagonista di questa scellerata campagna social è il torpiloquio, un modo di parlare volgare, offensivo e irriverente utilizzato per mostrare disappunto. L’unico modo per sottrarsi a ciò pare essere il non esporsi, perché per quanto buona, obiettiva e bipartisan sia la tua scrittura, ci sarà sempre quello che accenderà la miccia e farà esplodere la guerra tra fazioni, che con attenzione e cura si era cercato di evitare.

Oltre al turpiloquio, ciò che ci sta dannando la sopravvivenza sui social è la continua condivisione di link, di slide, di slogan e delle immancabili fake news.

Certo è non si potrà intervenire con misure immediate per contrastare questi atteggiamenti che violano la netiquette, la buona educazione sui social. Per contrastare fenomeni del genere è necessaria una rivoluzione culturale che in questo Paese non partirà almeno per i prossimi 5 anni, viste le premesse.

Allora come si contrasta ad oggi, 25 febbraio? Come si sopravvive a questa guerra tra tifoserie?

Cura palliativa per Facebook: tasto “non seguire più”.

Ma la brutta notizia è che il 5 marzo, non cambierà nulla, perché la maggior parte di quelli che in questo periodo stanno inondando la nostra home di Facebook con slogan e foto, non sa che con questa legge elettorale nessuno avrà la maggioranza per governare da solo, e nessuno dei candidati premier sarà premier. E questo non perché lo dico io o un massone o un lobbista, ma perché lo dice la Costituzione, quella che molti hanno detto di aver salvato nel dicembre 2016.

Allora, dal 5 marzo in poi bisognerà spiegare che in assenza di maggioranza in Parlamento, il Presidente della Repubblica non potrà  nominare Presidente del Consiglio “quello che stava scritto sulla scheda”, ma dovrà individuare chi può avere la fiducia di una maggioranza parlamentare. Un bel casino.

Ma a problema complesso, ci sarà una soluzione complessa, non come quelle semplici (e inattuabili) che la maggior parte dei partiti candidati a governare questo Paese sta offrendo.

 

By | 2018-02-25T10:35:58+00:00 febbraio 25th, 2018|Cultura e Eventi|0 Comments

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