COSA E’ IL CWMUN?

In questi giorni le maggiori testate giornalistiche hanno dedicato almeno un articolo al CWMUN e alla delegazione italiana che vi ha preso parte. Ma partiamo dalle cose semplici: cos’è il CWMUN?

CWMUN è l’acronimo di Change the World Model United Nations e, come recita il sito dell’Associazione Diplomatici, rappresenta il più prestigioso degli eventi legati al CWMUN World Program, ed è l’unico Model United Nations organizzato da un ente non americano. I Model United Nations, MUN, sono meeting internazionali a cui partecipano ragazze e ragazzi da tutto il mondo, e hanno quale scopo quello di realizzare una simulazione dei lavori degli organi sovranazionali appartenenti alla vasta rete delle Nazioni Unite. Questi meeting si svolgono negli stessi luoghi dove i rappresentanti delle Nazioni tengono i loro incontri diplomatici, seguendo le medesime regole.

Quest’anno il CWMUN si è svolto a New York dal 16 al 18 marzo, il discorso inaugurale è stato fatto da Bill Clinton, e la delegazione italiana guidata dal Patron di Associazione Diplomatici, Claudio Corbino, è stata accompagnata da due campioni dello sport come Carlo Ancelotti e Marco Tardelli.

Io ho partecipato agli NMUN, National Model United Nations, nell’ormai lontano anno 2009 ed è per questo che, con forte convinzione, affermo che si tratta di un’esperienza esaltante che forma lo studente come poche altre attività sono in grado di fare.

Per farvi comprendere meglio come funzionano questi meeting, racconterò brevemente la mia esperienza all’edizione 2009 degli NMUN, che si tennero a New York tra il Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite, e il Marriott Marquis Hotel in Times Square.

Iniziai il corso di preparazione nel mese di settembre del 2008. Affrontammo i vari temi riguardanti le Nazioni Unite, dalla storia dell’Organizzazione alla sua struttura, per poi entrare nel dettaglio dei suoi schemi e dei suoi protocolli. Al termine della prima fase sostenemmo un test utile a stilare una graduatoria che sarebbe servita sia per la composizione delle delegazioni, sia per l’assegnazione della borsa di studio finale. Dopo questo test, iniziammo la preparazione vera e propria che ci avrebbe fornito le conoscenze necessarie allo svolgimento del lavoro a New York. A marzo, a poco più di un mese dalla partenza per gli States, svolgemmo una simulazione dei lavori a Catania, dove ad ogni studente venne assegnata una Nazione, che avrebbe dovuto rappresentare nelle successive riunioni. Mi fu assegnata la Russian Federation, e l’argomento da trattare fu il contrasto alla povertà. Ricordo che una delle mie proposte fu l’innalzamento della soglia di povertà, da uno a due dollari al giorno, provvedimento che avrebbe permesso una migliore cognizione delle condizioni in cui milioni di esseri umani sono costretti a vivere. Dopo ore di riunioni più o meno ampie, redigemmo una risoluzione che l’assemblea votò ed approvò “by acclamation”. Al termine della simulazione furono assegnati i premi, ed io vinsi il premio “best delegation”.

Al nostro rientro a Napoli, ci furono assegnate la Nazione e l’assemblea. Noi del gruppo di Napoli dovemmo rappresentare il Sultanato del Brunei e il Madagascar, e a me fu assegnato il primo. L’assemblea in cui avrei lavorato era la GA2, (General Assembly – Economic and Financial Committee), e avrei dovuto affrontare i seguenti argomenti:

1. Climate Change Economics

2. Economic and Trade Policies to Address Food Price Volatility

3. External Trade and Macro-financial Assistance to Developing Countries

Il primo passo fu quello di redigere un position paper: si tratta di un documento dove il delegato esprime la posizione del proprio Paese sugli argomenti elencati. Ciò comporta la necessità di uno studio approfondito della storia e della politica della Nazione che si avrà l’onore e l’onere di rappresentare agli NMUN.

Una volta spedito il position paper, partimmo per la città che non dorme mai.

Il primo giorno di lavori si svolse presso la sede delle Nazioni Unite, nella sala riunioni principale, in pratica quella che vediamo in TV (e nella foto allegata scattata da me) e che ha ospitato i più grandi politici della storia. Dal secondo giorno si tennero i lavori presso il Marriott Hotel. Primo step: rispondere all’appello e dichiarare se si intende votare (se si dichiara di voler votare, ci si preclude la possibilità di astenersi). Il secondo step fu la votazione sull’ordine dei topics da affrontare: visto il tempo a disposizione, se ne sarebbe trattato solo uno dei tre. Da buon delegato di un Paese esportatore di petrolio, votai a favore di un ordine che mettesse il Climate Change Economics all’ultimo posto, ma l’Assemblea non la pensò allo stesso modo e pose il Climate Change Economics in cima all’Agenda.

Fu molto difficile trovare accordi sull’argomento: essere sponsor di una risoluzione che non mettesse al suo centro l’utilizzo delle energie alternative (e per un ambientalista come me, è stata davvero dura) fu un’impresa, ma alla fine ce la facemmo e il Sultanato del Brunei fu tra i promotori di una delle risoluzioni presentate al board, e successivamente votate con ampia maggioranza.

Il discorso all’Assemblea, tenuto in inglese e davanti a quasi 400 persone, fu una delle esperienze più spaventose della mia carriera universitaria, ma resta uno dei più bei ricordi di quel periodo. Incentrai l’attenzione sui biocarburanti, non potendo contrastare la bontà dell’energia solare, idrica ed eolica. Citai l’allora capo dei conservatori inglesi Dave Cameron: burning food crops to produce biofuels is a crime against humanity, raccogliendo l’applauso delle nazioni europee e un velato disappunto dagli americani.

L’ultimo giorno fui scelto come rappresentante dell’intera delegazione per votare le risoluzioni nel Palazzo di Vetro, sulle stesse sedie e con gli stessi pulsanti dei grandi del mondo: Yes – No – Abstain. Tornati in Italia, a me, e alla collega e amica Alessandra Marinelli, furono assegnate le borse di studio per i delegati che si sono distinti durante i lavori a NY.

Quella dei Model United Nations è un’esperienza che arricchisce sotto molteplici aspetti: avvicina alla politica internazionale, facendone comprendere i meccanismi; permette di conoscere persone da tutto il mondo, migliorando le capacità comunicative; affina sensibilmente il problem solving, indirizzando la propria forma mentis verso l’individuazione di soluzioni di ampio respiro. In poche parole: un’esperienza da fare.

Per le informazioni necessarie:

Associazione Diplomatici: http://www.diplomatici.it/

NUMN: https://www.nmun.org/

CWMUN: http://www.cwmun.org/

By | 2018-03-20T09:57:06+00:00 marzo 20th, 2018|Cultura e Eventi|0 Comments

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