CRISI DAL PAPEETE BEACH

L’opinione di

Adolfo Stellato e Antonio Porcelli

 

Si è da poco concluso l’intervento del Presidente del consiglio Giuseppe Conte. Pienamente condivisibili le sue parole durante la comunicazione al Senato. 

Condivisibile sia il richiamo al rispetto dei luoghi, obbligatoria per le cariche pubbliche, sia l’annotazione al fatto che la “crisi di governo” è stata innescata da motivi personali e di partito. Volano citazioni di Habermas e Federico II dal professore.

Pochi i contenuti espressi dal Ministro dell’interno che era palesemente proiettato già in campagna elettorale. 

C’è da soffermarsi sull’utilizzo del linguaggio utilizzato dal vice premier, che continuava a definire “liberi” tutti coloro che chiedevano le elezioni. 

Poco da commentare: solita mossa populista, mescolata a quella dialettica semplicistica che arriva ai più. 

La madonna, gli immigrati, il Papa ed il cocktail (al Papeete) è servito.

La stessa riflessione di Conte sarebbe stata lineare se a dirlo non fosse stato proprio quel Presidente del Consiglio che ha presieduto questo governo e che ha evitato che Salvini fosse processato per il caso Diciotti. 

La richiesta del voto è legittima ed esente dal timore di dare parola al consenso popolare ma è da evitare in questa fase poiché è importante evitare l’aumento dell’iva, (che graverebbe drasticamente sui consumi dei cittadini) ed evitare l’esercizio provvisorio di bilancio. Da scongiurare sarebbe anche il passaggio di staffetta per un futuro governo mono – leghista (dati i sondaggi) che potrebbe avere derive di natura sovranista, fuori dalla condotta europea, e con la possibilità di eleggere il prossimo Presidente della Repubblica.

E adesso la parola a Mattarella.

By | 2019-08-20T16:56:33+00:00 agosto 20th, 2019|Cultura e Eventi|0 Comments

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