Donare il midollo osseo: come e perchè?

di Sara Buonincontri

Il trapianto di midollo osseo avviene mediante la sostituzione di un midollo osseo danneggiato con uno sano, proveniente da un donatore in buona salute.

Probabilmente sarebbe più aderente al suo significato il termine “infusione”, poiché erroneamente si associa al termine “trapianto” una procedura particolarmente invasiva che comporta gravi rischi per la salute del donatore.

La donazione può avvenire in due modi:
* Prelievo di sangue midollare: che prevede il prelievo direttamente dalle ossa piatte del bacino (non è quindi coinvolta la spina dorsale, come spesso si pensa). In questo caso il donatore viene sottoposto ad anestesia e ricovero di 48 ore.
* Prelievo di sangue periferico: un prelievo in seguito all’assunzione di un farmaco che aumenta le percentuali di cellule staminali emopoietiche. Il sangue prelevato da un braccio entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile viene isolata, mentre il resto viene reinfuso nel braccio opposto.

Oggi il trapianto di midollo osseo rappresenta la cura principale per varie malattie del sangue quali la leucemia e i linfomi (per non parlare di casi ancora più gravi come, ad esempio, l’aplasia midollare).

I rischi (minimi) per il donatore sono legati solo alle procedure con le quali si effettua la donazione e quindi all’anestesia. Pochi altri rischi sono associati all’assunzione dei farmaci (che possono causare dolori ossei, cefalee o perdita di appetito).

Il primo passo è tipizzarsi, decidere volontariamente di diventare donatori di midollo mediante l’inserimento in un registro internazionale.
Per farlo ci si può recare al secondo Policlinico di Napoli, o in alternativa “in piazza”, grazie alla campagna sensibilizzatrice promossa dall’ADMO (Associazione donatori midollo osseo).
La tipizzazione consiste nella compilazione di un modulo e nel successivo tampone salivare.
Facile e indolore.

L’importanza del gesto è indubbiamente legata all’estrema improbabilità di trovare un donatore compatibile. Solo una persona su 100.000 è il “tipo” giusto.
Basti pensare che la probabilità di essere donatori tra fratelli e sorelle è di circa il 25%.
È quindi fondamentale allargare il ventaglio di possibili match e di conseguenza informarsi e informare, affinché si possano sensibilizzare le persone a questa forma di donazione.

Naturalmente non posso arrogarmi il diritto di parlarne in quanto specialista, e pertanto se interessati, vi invito ad approfondire ulteriormente l’argomento confrontandovi con medici e chi di competenza. Gli stessi operatori dell’ADMO potranno aiutarvi e guidarvi.

Gli eventi organizzati in merito sono stati tanti, il 14 e 15 Febbraio l’ADMO ha operato a Pomigliano, e il 29 Febbraio potrete effettuare la tipizzazione anche a Marigliano.

Sta ad ognuno valutare i rischi e al netto di questi, la possibilità di salvare una vita con un piccolo sacrificio.
La donazione è per di più anonima e non è permesso conoscere il destinatario.
È indubbiamente un atto d’amore.

By | 2020-02-18T12:36:15+00:00 febbraio 18th, 2020|Accade in città, Uncategorized|0 Comments

Leave A Comment