Il crollo della sinistra

È una brutta sconfitta. Pensavamo che il centro-sinistra perdesse per via dell’ennesima frantumazione e dell’ennesima scissione. Invece abbiamo perso perché si è rotto il filo sentimentale che ci lega con il popolo storico della sinistra, soprattutto: la classe operaia, gli studenti e professori.
Da dove proviene tutto ciò? Sicuramente non solo da questi 5 anni ma da tempo indietro. L’attuale classe del gruppo dirigente del partito democratico ha accelerato questo processo di disaffezione.
Al sud dove c’è più povertà, più bisogno di stato, il M5S stravince in tutti i collegi sottraendo voti alla sinistra del famoso 40% ormai scomparso dalla lotta.
Ora bisogna avere il coraggio di fare opposizione degna di nota. Lo insegna la nostra storia.
I partiti della sinistra nel tempo hanno dato tanto e sono riusciti a vincere numerose battaglie pur stando sempre all’opposizione. La priorità è ricostruire la sinistra di governo con pazienza, partendo da un dato certo: lo spostamento verso il “centro” di questo partito non ha senso di esistere e perde non solo consensi ma credibilità.
Bisogna ripartire dalla sedi locali sempre più spente, ormai solo luoghi di potere, dove si scambiano poltrone e si cerca di sistemare qualche conto personale. Il partito non è più un luogo di confronto con le persone, con chi vuole essere sostenuto, con i giovani che intendono capire ascoltando che cosa succede nel loro paese. Bisogna ripartire combattendo il più grande male del centrosinistra e cioè le continue lotte al suo interno,i continui disguidi tra singoli personaggi che credono di essere sempre uno migliore dell’altro. Tutto ciò si deve fare attraverso una visione comune che cerchi di portare al miglioramento non del singolo ma della intera comunità.
Bisogna smettere con questo insopportabile ottimismo televisivo che afferma che le cose vanno meglio. Qui c’è gente e soprattutto giovani disperati che non hanno prospettiva di futuro. Bisogna mettere al centro della discussione il lavoro, non quello precario ma quello che dia stabilità alle persone. Le crisi non si risolvono togliendo diritti ai lavoratori, MAI!
In queste ore buie bisogna ricostruire, con una grande discussione e un grande riassetto interno, partendo dalle tante cose buone e giuste che sono state compiute e dal fatto che comunque questo governo ha mosso tanto in termini di riformismo dopo venti anni di immobilismo e di catastrofi berlusconiane ed è riuscito ad uscire dalla situazione grave e imbarazzante in cui si trovava. Speriamo che tutto ciò venga compiuto. Non voglio arrendermi all’idea che nella terza Repubblica come è stata definita dai vincitori la sinistra debba sparire, perché alla fine c’è sempre bisogno in una società dei veri valori di sinistra come: uguaglianza e giustizia sociale.
Ripartiamo da questi.
By | 2018-03-06T15:30:46+00:00 marzo 6th, 2018|Cultura e Eventi, In primo piano|0 Comments

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