EURO SI EURO NO

di Naomi Panico

Con l’Unione monetaria Europea, i paesi aderenti hanno rinunziato alle proprie monete nazionali.  Questo significa che l’Italia è diventata una regione monetaria dell’EUROSISTEMA  .

Si è molto discusso sui costi e benefici dell’euro.

Persa la sovranità monetaria nazionale, la politica monetaria autonoma decisa dalla Banca D’Italia, le decisioni di politica monetaria vengono prese in modo unitario dalla BANCA CENTRALE EUROPEA.

Il decennio 1999-2009 dimostra che le condizioni monetarie sono migliorate.

Perchè ?

Perchè l’INFLAZIONE e i TASSI DI INTERESSE si sono ridotti.

L’opinione pubblica ha certamente percepito livelli dei prezzi più alti rispetto a quando c’era la lira .

Questo perchè c’è stato un arrotondamento verso l’alto dei prezzi nel momento del cambio della moneta. Questo effetto, tipico dei cambi monetari, è stato amplificato dalla mancanza di controlli; soprattutto in Italia .

Tuttavia ci sono dei vantaggi:

. La riduzione dei tassi di interesse che ha consentito finanziamenti per abitazioni e investimenti iniziali  a condizioni meno onerose (da cui ha tratto beneficio anche la finanza pubblica dato che si è ridotto l’onere  del debito, a vantaggio dei governi più indebitati come l’Italia);

. Con l’introduzione dell’ Euro è entrato in vigore anche il “Patto di stabilità e crescita” con lo scopo di rafforzare le politiche di vigilanza sui deficit e sui debiti pubblici dei paesi aderenti;

. Il contenimento del debito pubblico , poi, ha stimolato la riduzione dei tassi di interesse attivando un circuito finanziario virtuoso.

Tra gli aspetti positivi, non vanno dimenticati i vantaggi derivanti dall’abbattimento dei costi di scambio intra-UME  e della conseguente intensificazione degli scambi.

Restano comunque aperti due problemi.

1)Il mancato completamento dell’integrazione europea:

l’UME non è sostenuta da un ‘ integrazione politica in grado di esprimere un governo federale europeo, che servirebbe per coordinare le iniziative fiscali dei governi nazionali , a vantaggio della stabilità e dello sviluppo.

2)Le condizioni di sostenibilità:

il fatto che la BCE prenda decisioni unitarie valide per tutta l’area fa capire che il loro impatto si diffonde in modo uniforme purchè le regioni-paesi abbiamo strutture economiche poco diversificate. Ma in presenza di squilibri regionali, i benefici degli scambi si ripartiscono in modo diseguale; benefici che vengono meglio sfruttati da regioni e imprese più avanzate mettendo in evidenza i ritardi strutturali delle regioni meno avanzate  e meno competitive .

In definitiva i divari territoriali di sviluppo si ampliano, anzichè ridursi.

Su questo piano trova giustificazione la mancata adesione all’EUROSISTEMA  dei nuovi paesi membri dell’Unione Europea.

CIO’ NONOSTANTE IMPARIAMO CHE:

Come ogni grave malattia , le crisi non vengono per caso e le complicazioni sono la conseguenza di cure inadeguate, sopravvalutate negli effetti sperati e sottovalutate nelle controindicazioni.

L’euro da catalizzatore dello sviluppo è stato visto come la causa dell’aggravamento della crisi europea . Ma la fine dell’euro non avrebbe solo la conseguenza di un esperimento fallito da un punto di vista monetario, bensì porterebbe al ritorno dei nazionalismi . Come avvenuto negli anni Trenta dopo la Grande Crisi , con le drammatiche conseguenzeche la storia ricorda .

L’euro assume il valore simbolico di fiducia verso l’IDENTITA’ EUROPEA.

 

“Money is not a mechanism;it is a human istitution , one of the most remarkable of human institutions. (Hicks ,1967)

 

                                                                                                                     

By | 2018-02-07T10:52:45+00:00 febbraio 6th, 2018|Visto da voi|0 Comments

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