Intervista a Luca Notaro

Antonio Porcelli si è fatto una chiacchierata con Luca Notaro, chitarrista e giovane cantautore emergente dell’hinterland mariglianese.

 

Ciao Luca, come nasce la tua passione per la musica?

Ho uno zio che era cantautore, pittore, musicista, insomma un artista a 360 gradi ed io spesso da piccolo stavo insieme a lui. Da grande poi,ho scoperto che gli ascolti a cui mi sottoponeva da  bambino erano fantastici. Ricordo i dischi di Clapton,Beatles e J.J. Cale.

 

So che a marzo completerai il triennio jazz al conservatorio di Avellino, ci parli di questa esperienza?

Questa esperienza, nonostante i tanti live di questi anni, mi è stata molto utile. Io ho sempre studiato la musica da autodidatta per avere una certa praticità ma lo studio al conservatorio mi ha aiutato a definire molte cose. Dall’armonia alla conoscenza con molti altri musicisti con cui sono entrato in contatto.

 

Luca, prima di diventare un artista autonomo, hai suonato in diverse formazioni. So bene però che hai sempre scritto musica. Oggi che sei voce e chitarra del tuo progetto mi racconti come nasce una canzone?

 

Dato il genere suonato che ho scelto, il blues, tutto quello che faccio nasce sulla chitarra spesso da un riff.

Ti racconto un aneddoto, quando scrissi il riff del mio primo singolo Back Again, io non lo avevo pensato per me ma per Carmen Saccone con cui avevo un progetto musicale. Dopo tempo poi ho trovato quel file sul pc e da lì ho pensato di elaborarla per me. Di solito dopo aver stabilito il riff di chitarra mi dedico all’armonia o alla melodia in funzione del testo.

 

Parlando di Back Again ti chiedo come mai hai scelto di cantare in inglese?

Entrambi ridiamo perché Luca sa che io ho un amore smisurato per la musica italiana.

Sicuramente ho fatto questa scelta per la musicalità e per il blues, che si presta a determinate strutture. Sto sperimentando la scrittura in italiano con ovvie difficoltà dettate dalla ricerca d’originalità. Infatti i bluesman italiani, degni di nota, sono pochissimi.

Parliamo di Pino Daniele, Britti e Bennato.

 

Immagino ci sia stato un momento in cui hai capito che non ti bastava solo suonare la chitarra ma anche scrivere testi e cantarli. Quando?

Io ho sempre scritto, da quando avevo 15 anni, proprio perché sentivo il bisogno di comunicare anche con le parole e non solo con la musica. Diciamo che la svolta l’ho avuto quando con Carmen avevamo il Nes Jay duo, lì ho capito che poteva partire un progetto di inediti che fosse mio, non volevo solo scrivere per gli altri ma sentivo il bisogno di farlo per me. Ho formato una band ed ho iniziato a cantare.

In questo contesto ti dico che Back Again, a differenza di quel che si può pensare, è stato l’ultimo pezzo che abbiamo montato. Ero forse stranito dalla natura pop del pezzo,ma alla fine si è rivelata una buona scelta pubblicarlo come primo singolo.

 

Sai Luca, io credo che tutti gli artisti, siano essi cantanti, poeti o pittori, quando creano mostrano sempre una parte di sé ed un’altra la nascondono. Quando hai scritto Back Again quale parte di te volevi mostrare?

Ho scritto questo pezzo in una fase di crescita personale, probabilmente traspare il me che si vuole lasciare alle spalle un periodo della propria vita e vuole iniziare un nuovo percorso. Ho immaginato qualcosa che mi aspettavo dovesse succedere,mi sono sentito libero di metterlo in musica.

 

 

La tua band è composta da Valentina D’Amore al basso e Diego Varchetta alla batteria. Da quanto tempo suonate insieme?

Sono quasi tre anni che stiamo insieme. Mi lega a loro la dedizione e l’amore che mettono nel progetto, In effetti, nonostante compaia il mio nome, noi siamo una sola cosa.

 

A dicembre è uscito l’ep, composto da 5 brani, si chiama ABOUT IT. Che lavoro è?

In questo disco, innanzitutto, mi mostro per quel che sono: “un chitarrista”. Ci sono infatti due pezzi interamente strumentali. C’è il me chitarrista che si unisce, in alcuni brani, con il me cantautore. Per me continua ad essere un esperimento, una cosa rara da trovare e sentire oggi.

 

Quali sono le influenze artistiche di Luca Notaro?

Mi piace leggere e sono una persona molto curiosa un po’ su tutto.

Un punto di riferimento è stato sicuramente Eric Clapton, un altro è John Mayer che unisce perfettamente il blues al pop. Nel panorama italiano mi piacciono molto Joe Barbieri e Brunori,o per citare la vecchia guardia,Califano e Battisti.

 

 

Un artista sottovalutato ed uno sopravvalutato secondo te?

Ci sono molto artisti sottovalutati, uno di questi, tra i miei ultimi ascolti è Venerus a me piace molto ma non è ancora scoppiato sul mercato. Ci sono invece molti altri che sono considerati artisti ma artisti non sono – ride.

 

Qual è la canzone che avresti voluto scrivere tu?

Magnolia di J.J. Cale, un brano di una dolcezza infinita.

 

Chi fa, secondo te, musica in Italia oggi?

Barbieri,Silvestri, Fabi e Brunori e perchè no Calcutta.

By | 2020-01-11T12:03:04+00:00 gennaio 11th, 2020|Accade in città, Cultura e Eventi|0 Comments

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