La notte della sinistra: A quando l’alba?

di Adolfo Stellato

(Membro della direzione regionale del PD Campania)

 

A che punto è la notte del centrosinistra in Italia?

Il PD, cosi com’è, non ha senso di esistere.

E’ un’ assenza che oggi, più che mai, pesa.
Soprattutto in un mondo cosi complesso da comprendere, impoverito e logorato dalle diseguaglianze sociali, dove la precarietà e la solitudine non sono più una libera scelta, ma il prodotto finito della vita di ciascuno.

I giovani, un tempo parte fondamentale della vita politica e sociale del paese, oggi sono sempre più arroccati nelle proprie quotidiane difficoltà, sempre più abituati a competere l’uno contro l’altro e non si interessano al mondo che li circonda.
Non c’è più la fondamentale curiosità di conoscere, ma solo la preoccupazione di riuscire a sopravvivere. Una “sopravvivenza della sopraffazione” potremmo dire; in cui ogni singolo individuo è costretto a vedere l’altro come un “competitor” da sconfiggere per realizzare la propria scalata sociale.

E da qui viene fuori il disinteresse, anzi direi l’avversità, verso quella che dovrebbe essere l’arte più nobile, la politica, vista come perdita di tempo,qualcosa di inutile.
Ciò non può passare in secondo piano dal momento che uno dei mali maggiori di questa epoca è l’assenza di speranza per la futura generazione che non ha proiezione di un “futuro migliore”.

E’ questa una delle conseguenze della crisi economica che, essendo stata affrontata male nel nostro paese, ha prodotto delle voragini a livello culturale.
Ciò fa male a tutti ma specialmente alla sinistra che di ciò dovrebbe nutrirsi.

I dirigenti del maggior partito del centrosinistra non sembrano essere preoccupati di ciò e difficilmente riescono ad invertire la rotta.
In fondo, un partito privo di idee, fa comodo a chi lo guida oramai da anni, in particolare modo nelle realtà locali.

A cosa è servito il congresso del 2019 che incoronando il presidente Zingaretti come segretario si è lasciato alle spalle l’esperienza renziana?

Continue scissioni (ultima quella dei renziani), continui disguidi con gli alleati di governo dei 5S , sezioni sempre più sguarnite nelle città, struttura e comunicazione del partito non al passo con i tempi e comunque in forte ritardo rispetto alla “bestia” salviniana ed alle piattaforme grilline.

A ciò si aggiunge la pesante sconfitta in Umbria e le preoccupazioni per gli appuntamenti elettorali dei prossimi mesi.

Il Pd si è ritrovato al governo grazie alla scellerata e ancora incomprensibile mossa di Salvini, ma nei sondaggi continua a perdere consenso e di certo non sembra potersi presentare come credibile alternativa alla destra, la quale, invece, continuando a portare avanti le proprie battaglie identitarie, accresce il consenso.

Il mondo che ancora percepisce e condivide i sentimenti e i valori della solidarietà, dell’uguaglianza e della giustizia sociale ha bisogno di qualcosa in più, di un cambio trasversale.
Occorre un congresso di idee che non parta dai nomi, come oramai usualmente accade,
ma dalle tesi.

Un grande confronto aperto a tutti coloro che credono di poter dare una mano a superare una stagione dove l’odio sembra essere l’unico strumento per potersi difendere.

 

C’è tempo per farlo.
Ciò,in primo luogo,renderebbe i nostri militanti più attenti a proporre idee che a demonizzare la Lega e, in secondo luogo, darebbe impulso al governo che nel frattempo deve continuare a lavorare.
Abbiamo bisogno di un partito fortemente rinnovato per poter recuperare identità e cultura, soprattutto oggi che l’ideologia liberista è chiaramente entrata in crisi favorendo l’ascesa di posizioni nazionaliste e reazionarie.
Bisogna farlo adesso, coinvolgendo tutta la parte bella e sana del Paese.
Solo così, col tempo,potremmo riuscire a sconfiggere politicamente questa destra regressiva e a dare speranza al Paese più bello del mondo.

By | 2019-11-08T11:53:13+00:00 novembre 8th, 2019|Accade in città, Cultura e Eventi|0 Comments

Leave A Comment