LIBERATO, L’AMORE E NAPOLI

Di Antonio Passaro

 

Sul progetto Liberato sono state fatte numerose speculazioni,

ognuno ha dato vita ad una propria teoria circa l’identità del personaggio e dei creatori di tale blackout nel panorama musicale napoletano/mainstream.

La realtà dei fatti è che chi ha ideato tutto ha avuto ragione,

il personaggio catalizza l’attenzione vero, ma la musica continua ad essere l’unica protagonista soprattutto nell’aspetto qualitativo che permette di raggiungere il grande pubblico.

I numeri di liberato sono enormi se paragonati a tutti gli altri “poeti moderni” della napoletanità,

così grandi da aver addirittura raggiunto qualsiasi città italiana con tradizioni ed espressioni diverse.

Il mese di maggio è diventato un mese speciale,

il 9, il giorno di Natale e la rosa simbolo sacro.

Ed è proprio allo scadere del 9 maggio che è uscito l’album ‘liberato” che presenta sulla copertina appunto una rosa .

Nel disco ritroviamo i singoli che lo hanno reso celebre

con una particolare menzione per “Gaiola portafortuna”

in  versione acustica che vede un riarrangiamento al pianoforte e cinque nuovi inediti.

I nuovi brani così come i precedenti raccontano una storia e sono accompagnati da un vero e proprio cortometraggio a puntate visibile su youtube che ha come titolo “Capri rendez-vous”.

Musica e video sono in simbiosi si completano alla perfezione e rendono vivo e reale ciò che la voce esprime sulle note.

La capacità di liberato è proprio questa forse, rendere reale quel sentimento inspiegabile  a parole che è l’amore di cui il dialetto napoletano attraverso espressioni e termini (così come Napoli con la sua luce magica) è sintesi ed espressione unica.

La produzione è curata alla perfezione ci sono sfumature musicali di ogni genere

si va dal pop dei brani meno recenti al reggaeton di “Oi mari” all’elettronico di ” Nun a voglij ncuntrà”.

I testi sono delle poesie in musica e i versi non sono solo in dialetto ma anche in inglese, al quale eravamo già abituati, in francese e in spagnolo;

chiara espressione del fatto che la lingua napoletana si sposa bene con le altre così come Napoli si amalgama uniformemente con più culture.

Il pregio di liberato insomma è l’aver reso universali ma non banali dei sentimenti così forti.

Forse non ne scopriremo mai l’identità e probabilmente nemmeno conta scoprirla ,

quello che conta è ancora una volta la musica.

Attraverso di essa ognuno di noi può dire di conoscere Liberato perché Liberato è parte di noi,

ogni volta che  gioiamo o soffriamo per amore ogni volta che camminiamo per le strade di Napoli

ogni volta che siamo pronti ad emozionarci.

By | 2019-06-01T09:53:15+00:00 giugno 1st, 2019|Cultura e Eventi|0 Comments

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