NON HO BISOGNO DI ESSERE VITTIMA PER CONDANNARE IL CARNEFICE

Sabato sera, mentre scorrevo il bollettino di guerra di Facebook, dove ogni giorno vengono pubblicate storie di cronaca sempre più nera, dalle baby-gang alle spararatorie in pieno centro, un articolo di un quotidiano on-line di Piacenza ha colto la mia attenzione. In questo articolo veniva riportata, anche attraverso la pubblicazione di un video amatoriale, l’aggressione, da parte di un gruppo cd. “di antagonisti”, ad un carabiniere. In pratica questi criminali da branco, avevano caricato i carabinieri. Questi, in netta minoranza, hanno dovuto indietreggiare, e mentre lo facevano, un agente è stato bloccato dai manifestanti e picchiato selvaggiamente. Leggo ora che il carabiniere dovrà essere operato per una frattura alla spalla.

La cosa che voglio qui evidenziare non è né il contesto in cui l’episodio avveniva, una manifestazione anti-fascista, né tutta la retorica delle ragioni dei manifestanti e di quella delle forze armate. Quello che mi preme dire è che mentre guardavo il video, ho avuto un senso di nausea, la stessa nausea che mi viene ogni volta che assisto ad un episodio di violenza, a prescindere da chi la eserciti. E mi illudo sempre che questa sgradevole sensazione sia comune, o quantomeno, abbastanza diffusa.

Dopo un po’ ho letto i commenti e ho capito che tutto si riduce, come al solito, ad una guerra tra schieramenti.

Quelli di destra hanno chiesto condanne esemplari. Quelli di sinistra hanno detto che se la sono cercata.

Una settimana fa, dopo l’episodio inquietante di Macerata, è successo lo stesso, ma a parti inverse: quelli di sinistra hanno chiesto condanne esemplari, quelli di destra hanno detto che se la sono cercata.

Ora, quello che mi chiedo è: cosa deve fare, una violenza qualsiasi, per essere ripudiata? Deve necessariamente colpire sé stessi, la propria famiglia, i propri amici, i propri valori? Non basta che la violenza procuri un insopportabile dolore a qualcun altro, per essere oggetto del proprio risentimento?

Io non ho bisogno di essere di destra per condannare la violenza degli antagonisti. Non ho bisogno di essere di sinistra per condannare la violenza dei fascisti. Non ho bisogno di essere poliziotto per condannare la violenza contro le forze dell’ordine, né un manifestante per condannarne gli abusi.

La violenza è quanto di più schifoso possa esserci in natura, è la prevaricazione sulla ragione, la rivincita dell’ignoranza, il rigurgito dell’incompetenza basato sul dogma “ciò che non ottengo con il ragionamento, lo impongo con la forza”.

Mi fa schifo la violenza, quasi quanto l’indifferenza che gli gravita attorno.

By | 2018-02-12T17:58:09+00:00 febbraio 12th, 2018|Visto da voi|0 Comments

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