RIPARTIRE DALLE ‘ECCELLENZE’

In un calcio mondiale sempre più malato, fatto di contratti milionari, cifre monstre, investimenti da capogiro, dove è quasi esclusivamente la ragione economica a prevalere, dove la maglia non conta più e i milioni cinesi fanno più gola rispetto all’affetto di un intero popolo, in un’Italia sempre più lontana dai colossi mondiali  sia sul piano economico che su quello sportivo, si dovrebbe prestare maggiore attenzione a quelle categorie ‘basse’, considerate da molti inutili, ma in cui spesso rivivono quei valori di identità, appartenenza, sofferenza, sacrificio ma anche divertimento e spensieratezza.

Ebbene sì, perché negli anni delle pay TV e dei canali digitali, si sta perdendo quella splendida abitudine domenicale di andare a sostenere la squadra del proprio paese, a creare quel rapporto diretto con i propri calciatori, a sentirsi parte integrante di una comunità. Cos’è lo sport se non questo? Se non aggregazione ed emozioni? Se non l’affetto che si prova nel momento del gol verso lo sconosciuto vicino di posto?

Se è vero che anche i più grandi ingranaggi per funzionare hanno bisogno che tutti, anche quelli più piccoli, siano funzionanti e coordinati tra di loro, per riportare il calcio italiano lì dove merita bisogna ripartire dal basso, richiamare i tifosi nei campi comunali, formare una classe di allenatori preparati, mettere i ragazzi nelle condizioni di potersi esprimere al meglio delle proprie possibilità.

Le problematiche, in realtà, sono molte. Tanti sono i paesi che non dispongono di campi comunali, molti sono al limite dell’inagibilità, tante le squadre che falliscono o che non riescono a portare campionati al termine.

Riportare entusiasmo. È questo l’imperativo che la lega e le associazioni sportive devono rispettare; ripartire dalle basi per un calcio più pulito, fatto di sani principi e valori che possano affermarsi, poi, ai massimi livelli. E il nostro faro, il nostro spiraglio di luce deve essere mister Sarri, l’esempio fatto persona di questo processo ascensionale che porta i valori più umili, più veri verso i piani alti. Solo quando casi del genere da eccezionali cominceranno ad essere considerati normali, potremmo dire che qualcosa sarà cambiato e che la meritocrazia finalmente avrà prevalso.

Ambrosino Gennaro

By | 2018-02-01T22:09:30+00:00 febbraio 1st, 2018|Sport|0 Comments

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