TREMILAQUATTROCENTOSETTE CITTADINI HANNO DETTO “NO” AL TRATTAMENTO DI RIFIUTI PERICOLOSI A MARIGLIANO

Ventiquattro ore per raccogliere tremilaquattrocentosette firme. Ventiquattro ore, distribuite su quattro giornate, hanno permesso a tremilaquatrocentosette cittadini di dire altrettanti “NO” all’impianto di trattamento dei rifiuti pericolosi a Marigliano. Tremilaquattrocentosette NO a duecentomila tonnellate di rifiuti, di cui settantamila pericolosi, che dovrebbero transitare sulle strade di Marigliano, su un territorio già vessato oltre ogni immaginazione da innumerevoli fonti inquinanti, con una qualità dell’aria pessima e con le falde acquifere terribilmente compromesse.

Il risultato è stato straordinario.

La raccolta firme è nata velocemente, dopo la riunione di un gruppo di attivisti, che insieme hanno formato una squadra eterogenea, le cui differenze di visione politica non hanno nemmeno scalfito la coesione che si è formata, finalizzata al raggiungimento di un solo obiettivo: la salvaguardia del territorio.

Rimando alla lettura delle osservazioni tecniche per affrontare il tema dal punto di vista edilizio, urbanistico e ambientale. Ciò che interessa evidenziare in questo momento è l’aspetto sociale di tutta questa vicenda. E per farlo, pongo una semplice domanda: perché Marigliano?

Perché un territorio piegato dai roghi tossici, con un livello di PM10 raccapricciante, caratterizzato dalla totale assenza di una politica ambientale fatta di sinergie tra imprese, politica e cittadini, volte a favorire la ecocompatibilità, deve essere destinatario di un insediamento imprenditoriale del genere?

È possibile che a Marigliano (e comuni limitrofi, non dimentichiamo il termovalorizzatore di Acerra) si debba parlare solo di rifiuti e di inquinamento? È possibile che gli imprenditori che intendono operare su questo territorio non riescano a riprendere la vocazione naturale della città mariglianese, e cioè quella agricola e artigianale? È possibile che la politica sia così miope da non accorgersi che senza una tutela seria delle nostre terre e della nostra aria, tutto ciò che di buono si può creare è destinato a fallire e morire?

Tremilaquattrocentosette persone hanno firmato la petizione, ma al contempo stanno chiedendo, a gran voce, che si faccia qualcosa per migliorare l’ambiente in cui viviamo, per restituirci il diritto di vivere in maniera dignitosa, liberi di non preoccuparci dell’aria che respiriamo.

By | 2018-02-19T11:02:41+00:00 febbraio 19th, 2018|Accade in città|0 Comments

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