Un mariglianese alla scoperta di nuove “Terre”

di Ignazio Ciccone 

 

Negli scorsi giorni, è stata resa pubblica la scoperta relativa ad un probabile pianeta simile al nostro, ovvero TOI 700d, che orbita nella cosiddetta “zona abitabile” intorno alla nana rossa TOI 700, ad una distanza di circa 100 anni luce dalla Terra.

La sigla TOI sta per “Target Of Interest”, un acronimo molto in voga tra gli studiosi per indicare zone del cielo di particolare interesse.
Questa scoperta è frutto di un progetto internazionale al quale vi hanno preso parte circa un centinaio di studiosi, precisamente l’articolo ufficiale, presentato al convegno della Società Astronomica Americana tenutosi ad Honolulu, è stato firmato da 92 scienziati, tra i quali spiccano i nomi di Giovanni Covone, astrofisico della Federico II di Napoli nonché nostro concittadino, e lo studente della Federico II Luca Cacciapuoti.

Il pianeta in questione è stato scoperto grazie al telescopio della Nasa “TESS” (Transiting Exoplanet Survey Satellite), un telescopio particolarmente piccolo in orbita intorno alla Terra, che proprio come il fratello maggiore Kepler è adibito solamente alla ricerca di esopianeti in tutta la volta celeste.

TESS utilizza una tecnica di osservazione nota come “transito fotometrico”, ovvero ad ogni passaggio del pianeta dinanzi alla stella, riesce a catturare la differenza di luminosità provocata, da ciò ne studia le caratteristiche dell’oggetto in questione.
Il pianeta, TOI 700d appunto, risulta essere circa il 20% più grande della nostra Terra e mostra una particolare carratterisca, ovvero durante il proprio ciclo di rivoluzione intorno alla nana rossa, gli rivolge sempre lo stesso lato, proprio come la Luna fa con la Terra.
In parole povere, significa che da un lato vi è luce perenne e dall’altro buio perpetuo.
Inoltre, durante gli 11 mesi di osservazione continua della nana rossa, che di norma questa categoria di stelle risulta particolarmente instabile, non si sono registrati brillamenti, caratteristica anomala ma fondamentale per lo sviluppo della vita.
Per saperne di più su questa probabile sorella terrestre, dice l’astrofisico bisognerà aspettare almeno un 4- 5 anni, con nuovi studi ed osservazioni che potranno dirci se il pianeta dispone di un atmosfera ed un eventuale presenza d’acqua, indispensabile per lo sviluppo della vita.
Non ci resta che aspettare sperando nella più rosea delle possibilità e ringraziare Giovanni Covone per il tempo e le informazioni utili alla stesura di questo articolo, motivo d’orgoglio per il nostro paese e per il GAM (Gruppo Astrofili Marigliano)

By | 2020-01-09T09:39:24+00:00 gennaio 9th, 2020|Accade in città|0 Comments

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